Cameriera cade trasportando le bibite e si infortuna: datore di lavoro condannato

Una ragazza scivolava sul pavimento bagnato del ristorante dove svolgeva l’attività di cameriera mentre stava trasportando delle bottigliette di succo di frutta, che avrebbe dovuto portare dalla dispensa all’interno del frigorifero della sala principale.

La ragazza cadeva rovinosamente a terra, ferendosi con i vetri delle bottigliette andate in frantumi.

Rappresentata dall’avvocato Gianluca Ballo cofondatore unitamente all’avvocato Alessandro Luciano dell’omonimo studio legale – la lavoratrice si costituiva parte civile nel processo penale per lesioni colpose celebrato a carico del datore di lavoro, anche per essere da questi risarcita per il danno fisico subito.

La tesi difensiva dell’avvocato Gianluca Ballo era improntata a fornire la prova che la cameriera non fosse stata adeguatamente formata dal datore di lavoro, non essendole stato spiegato come trasportare (e dove disporre) le bottiglie di vetro delle bevande, seppur tale attività rientrasse pienamente nelle sue mansioni di addetta alla sala.

Inoltre, il datore di lavoro non aveva adempiuto a tutti gli obblighi di informazione sulla salute e sicurezza del luogo di lavoro, né aveva spiegato chi tra i dipendenti doveva assicurarsi che il pavimento fosse sempre pulito per la sicurezza sia dei lavoratori che dei clienti. 

Appurato che la parte civile non aveva ecceduto nell’esecuzione delle proprie mansioni, bensì non era stata adeguatamente istruita al riguardo per il comportamento omissivo del datore di lavoro, il Tribunale di Rovigo condannava il datore di lavoro al pagamento di una multa e delle spese processuali, oltre che al risarcimento del danno patrimoniale e non subito dalla lavoratrice, da liquidarsi in sede civile.

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