Contratto non rispondente alle aspettative: responsabilità civile o truffa contrattuale?
Il confine tra responsabilità civile ex art. 1218 c.c. e responsabilità penale per truffa contrattuale ex art. 640 c.p. può essere molto sottile, ma invero assolutamente determinante.
La truffa contrattuale è commessa dal soggetto che, con inganni e raggiri, incide sulla volontà negoziale dell’altro contraente, inducendolo a sottoscrivere un contratto che porterà un vantaggio economico unicamente all’agente e che il primo – in difetto del perpetrato artificio – non avrebbe mai sottoscritto.
Diversa è la dinamica che si presenta quando due soggetti sottoscrivono un contratto nella speranza di raggiungere importanti risultati economici, ma questi non si realizzano a causa dell’inesatto adempimento da parte di uno dei due.
La complessa questione ha interessato la Corte d’Appello di Milano, che ha assolto due imprenditori produttori di cartucce e stampanti dal contestato reato di truffa contrattuale denunciato da un contraente che – dopo aver sottoscritto un accordo con gli stessi – aveva subito una perdita economica a causa di un asserito ritardo nella fornitura della merce da parte degli imputati.
Egli aveva dunque accusato gli imputati di aver utilizzato una pubblicità ingannevole volta ad “incastrarlo” con garanzie di successo in realtà mai raggiunto.
Il difensore di uno dei due imputati, l’avvocato Gianluca Ballo – socio cofondatore unitamente all’avvocato Alessandro Luciano dello studio legale Luciano|Ballo & Associati – sottolineava proprio la distinzione tra una condotta raggirante e l’eventuale inesatto adempimento che, in astratto, avrebbe potuto dar luogo alla sola responsabilità civile.
Infatti, nel caso in commento, la Pubblica Accusa non aveva provato inganni e sotterfugi perpetrati dagli imputati e tali da indurre il partner contrattuale a concludere l’accordo, bensì era emersa soltanto la delusione di quest’ultimo per la perdita economica subita a causa di un contratto che, dopo mesi di valutazioni e trattative, si era rivelato non pienamente corrispondente alle aspettative.
Gli imputati, in accoglimento delle tesi difensive dell’avvocato Gianluca Ballo, venivano dunque assolti dalla Corte d’Appello di Milano per insussistenza del fatto contestato, con riforma integrale della sentenza di primo grado, che ne aveva ingiustamente ravvisato la responsabilità penale.
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