Il marito ottiene un sequestro conservativo nei confronti della moglie infedele e sleale

In una vicenda familiare altamente conflittuale, il marito si era reso conto che la moglie – abusando della sua fiducia – si appropriava di ingenti somme di denaro provenienti dall’attività imprenditoriale del coniuge.

La moglie, infatti, utilizzando in costanza di matrimonio le credenziali di accesso ai conti correnti bancari del marito si appropriava di circa € 450.000,00 trasferendoli su conti correnti intestati alla stessa.

La moglie inoltre depositava ricorso per la separazione personale dei coniugi negando che i trasferimenti di denaro fossero stati disposti senza il consenso del marito.

L’imprenditore resosi conto di avere subito un danno di rilevante entità a causa del comportamento sleale del coniuge si rivolgeva all’avv. Alessandro Luciano – socio fondatore dello Studio Legale Luciano | Ballo & Associati – che otteneva dal Tribunale Civile di Pordenone una ordinanza di sequestro conservativo di tutti i beni intestati alla moglie.

Il Tribunale, infatti, riconosceva la sussistenza sia del fumus boni iuris cioè dell’esistenza di un fondato credito restitutorio in favore del marito sia del periculum in mora risultando evidente la volontà della moglie di sottrarsi alla restituzione dell’ingente somma trattenuta.

Qualora il lettore volesse approfondire la interessante vicenda processuale si allega la ordinanza emessa in data 18-04-2019 dal Tribunale Civile di Pordenone.

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